La stanza dell'Aurora
Michelangelo Ricciolini
Palazzo Spada
Agli inizi del 1703 il pittore Michelangelo
Ricciolini fu incaricato dal Cardinale Spada a decorare il soffitto
della Stanza dell’Aurora.
Nella stanza detta dell'Aurora è
raffigurato a mo' di arazzo il Carro del Sole preceduto
dall'Aurora che
mette in fuga la notte, scena allegorica allusiva al trascorrere del tempo
attraverso l'avvicendarsi delle ore e quindi del giorno e della notte. Entrando
si è rapiti dalla scenografica visione dell'Aurora che nella mitologia greca
era la sorella di Elio, cioè il sole. Ogni mattina sorgeva dal letto lasciando
il vecchio marito Titone immerso nel sonno e guidava Elio nel cielo.
Nella volta Aurora infatti precede elegantemente in volo,
cospargendo fiori, il carro d'oro di Elio a quattro cavalli, circondato da
fanciulle, in un cielo aperto in cui le nubi notturne si allontanano e il cielo
si rischiara. Posta davanti a loro, nel cedere il posto al nuovo giorno è la
Notte, simboleggiata dalla donna col capo coperto e avvolta dall'ampio manto
blu che si allontana fuggendo, dando l'impressione di precipitare in basso al
di qua della cornice, arrecando spavento al putto vicino a lei che cerca di
coprirsi gli occhi per non vedere.
Elemento cardine dell'intera rappresentazione è dato dalla scena dei cavalli al galoppo, ognuno di colore diverso a significare le quattro parti della giornata.

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