Storie della vita di santa Caterina d'Alessandria
Masolino da Panicale
Basilica di San Clemente
La costruzione e la decorazione ad affresco della cappella di Santa Caterina furono commissionate dal cardinale Branda Castiglioni, titolare della Basilica dal 1411 al 1431, le cui insegne sono dipinte sull'arco di ingresso. Sulla parete sinistra sono raffigurate le Storie di S. Caterina d'Alessandria. Nella parete di fondo è la Crocefissione, nella volta sono rappresentati gli Evangelisti e i Dottori della Chiesa, nella parete di ingresso l'Annunciazione e nel pilastro di sinistra S. Cristoforo.
Il ciclo fu attribuito da Giorgio Vasari (1550) a Masaccio, e tale è stato ritenuto per tutto l'Ottocento. Oggi la critica è concorde nel riconoscere a Masolino il ruolo principale nella realizzazione degli affreschi e nel datarli al periodo tra il 1428 e il 1431, anno in cui termina l'incarico del cardinale presso la Basilica di San Clemente.
Gli affreschi della cappella di Santa Caterina d'Alessandria, raccontano di una bella giovane egiziana diciottenne figlia di re e istruita fin dall'infanzia nelle arti liberali. Messa a confronto con cinquanta filosofi o retori d'Alessandria dall'imperatore Massimino Daia non solo non abiura alle sue tesi, ma convince gli stessi filosofi, convertendoli al cristianesimo. L'apprezzamento dell'imperatore per questa mente brillante si manifesta percuotendola e imprigionandola. In prigione la va a trovare, incuriosita, l'imperatrice e anch'essa rimane affascinata dall'erudizione e dalle tesi di Caterina che la converte. Risultato: l'imperatore fa decapitare l'imperatrice e condanna Caterina ad essere sfracellata tra due ruote ferrate di punte aguzze. ma l’intervento di un angelo la salvò, mentre le ruote spezzatesi colpirono molti soldati. Anche per Caterina fu decretata la morte per decapitazione: mentre il suo capo veniva reciso, dal collo sgorgò latte e subito gli angeli trasportarono il suo corpo sul Monte Sinai, dove venne inumata.

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